Home ATTUALITA' Chivasso: ricordati i 5 giovani partigiani uccisi nel 1944

Chivasso: ricordati i 5 giovani partigiani uccisi nel 1944

Quest’anno ricorre il 74° anniversario della morte dei cinque Partigiani della VI Divisione Alpina G.L., uccisi lungo la ferrovia Chivasso – Torino il 27 luglio 1944.

Il tragico evento è stato ricordato oggi venerdì 27 luglio, al Parco del Mauriziano, presso la lapide commemorativa che si trova lungo la massicciata ferroviaria. La commemorazione è stata promossa dalla sezione “Boris Bradac” dell’Anpi, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, nell’intento di preservare la memoria dei cinque giovani che non hanno esitato a sacrificare la propria vita in nome dell’alto principio della Libertà.

Il Presidente dell’Anpi, Vinicio Milani, ha ricordato il fatto storico legato a quel tragico giorno: i Partigiani che arrivavano dalle valli avevano deciso un attacco di sorpresa al presidio tedesco di stanza nella Caserma Giordana; ma molte cose non andarono nel modo dovuto: il ponte sull’Orco era stato bombardato e la colonna di Partigiani dovette fare un giro più lungo, arrivando in città soltanto alle prime luci dell’alba. L’attacco di sorpresa venne meno anche a causa di un colpo partito accidentalmente dal fucile di uno dei Partigani. “Continuiamo a ricordare questi giovani affinché il loro sacrificio non sia vano e perché senza memoria non c’è futuro, ma neppure presente”, ha detto Milani.

“Chivasso non vuole dimenticare – ha detto intervenendo a nome dell’Amministrazione Comunale l’assessore Claudio Moretti, presente insieme ai consiglieri Claudia Buo e Giovanni Scinica -. Immagino gli spiriti di questi ragazzi, li immagino mentre arrivano in piazza, nella nostra città, si siedono e prendono un caffè, sfogliando i giornali. Immagino la loro sorpresa nel vedere che l’Italia di oggi non è certo la Repubblica che sognavano e per la quale hanno sacrificato la loro vita. In particolare, di come oggi sia disatteso l’Articolo 3 della Costituzione: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Non possiamo che utilizzare queste cerimonie per ricordare con rispetto i morti, ricordando che la Costituzione rappresenta il Vangelo della nostra Repubblica e ricordando bene quali erano gli ideali per cui tanti giovani diedero la vita”.

La cerimonia è terminata con l’appello dei giovani fucilati dai tedeschi: Silvio Brunetti di 19 anni, Filippo Gardetto di 19, Antonio Morello di 21, Ernesto Pagliero di 22 e Ariodante Morgando, 22 anni, che, ferito, morì il 30 luglio all’Ospedale di Chivasso.

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