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Pena “estinta” per l’uomo che uccise nel 1976 il proprietario di una villa a San Mauro Torinese

Rapinatore, assassino e latitante per oltre quarant’anni. Dai primi di agosto di quest’anno, però, è anche un uomo libero: la condanna a 24 anni per omicidio nei suoi confronti è stata, infatti, dichiarata “estinta”.

È la storia del salentino Franco Barone, 62enne originario di Guagnano, condannato per un omicidio avvenuto a San Mauro Torinese nel lontano 1976. Pena alla quale è sempre riuscito a sottrarsi, fuggendo ma anche trovando aiuto in alcune “bizzarre” decisioni dei giudici inglesi.
I fatti di cui è accusato risalgono al 18 maggio di 42 anni fa, quando Barone ed altri banditi compirono una violenta rapina in una villa situata sulle colline di San Mauro Torinese, che terminò con l’omicidio a colpi di fucile del padrone di casa.

Quella notte, dopo avere preso in ostaggio il custode e suo figlio, il salentino e i suoi complici riuscirono a farsi aprire il cancello della villa, per poi irrompere in casa ed uccidere a colpi di fucile il proprietario, Leonardo Ferreri. Secondo i piani dei rapinatori il “colpo” sarebbe dovuto essere milionario, ma fruttò soltanto 150mila lire, poco più degli attuali 650 euro. La banda – che venne ribattezzata dalla stampa piemontese la “banda della collina” – fu arrestata pochi giorni dopo il delitto. Barone e gli altri finirono in carcere. L’uomo, appena 21enne, però, riuscì ad evadere un paio di mesi più tardi.

Salito su un volo per il Regno Unito, di Barone si persero le tracce per vent’anni, sino al 1996, quando quattro ostinati carabinieri riuscirono a stanarlo nella capitale britannica, catturandolo il giorno di Pasqua con la collaborazione di Scotland Yard. A nulla gli valse il tentativo di spacciarsi per un’altra persona. Imprigionato per 17 mesi, fu successivamente scarcerato perché un giudice inglese ritenne “arbitrarie” le condanne inflitte al salentino dalla giustizia italiana (28 anni in primo grado, 24 anni in Appello e Cassazione). L’imputato non aveva potuto partecipare ai processi e, quindi, difendersi dalle accuse. E così vennero negate tutte le richieste di estradizione. Mentre gli altri componenti della banda hanno scontato interamente la loro pena in carcere, il salentino – dal 1983, ossia da quando è divenuta definitiva la condanna (ridotta a 21 anni nel 2006, con l’indulto) – per quell’omicidio non ha trascorso in cella un solo giorno. Divenuto ormai un cittadino inglese, negli anni Barone ha messo su famiglia, diventando marito, padre di due figli e titolare di una panineria. Decorso il periodo massimo per l’esecuzione della pena – trent’anni – i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino l’hanno dichiarata “estinta per decorso del tempo”: l’inarrestabile Franco ha avuto la meglio anche sulla Legge.

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