Home ANIMALI I vaccini nei cani e nei gatti: come, quando e perchè.

I vaccini nei cani e nei gatti: come, quando e perchè.

In qualità di medico veterinario spesso mi vengono poste domande in merito ai vaccini effettuati sui nostri cani e gatti e gli interrogativi non mancano … mille dubbi e poche certezze che, trattandosi di medicina, anche noi spesso dobbiamo rivedere in base ai progressi della scienza e alle linee guida stilate dagli enti
preposti .
In particolare, è bene ricordare che fino alle 16 settimane di vita (quindi quattro mesi circa!) un cucciolo o un gattino non avrà probabilmente gli anticorpi sufficienti per combattere un’eventuale infezione da Parvovirus nel cane o Panleucopenia nel gatto a causa dell’interazione fra anticorpi trasmessi dalla mamma e stimolazione anticorpale indotta dai vaccini; questo cosa significa? In poche parole significa che in situazioni di basso rischio, come accade solitamente in una cucciolata casalinga o presso allevamenti qualificati ha poco significato iniziare a vaccinare cuccioli e gattini prima dei due mesi di età, perché in ogni caso dovranno fare richiami mensili fino al raggiungimento dei quattro mesi.
In caso contrario, rischiamo purtroppo che nel cucciolo non si instauri una sufficiente immunità anticorpale e, di conseguenza, che nonostante noi pensiamo di avere un cucciolo protetto solo perché abbiamo fatto il fatidico ‘secondo vaccino’, questa sia in realtà una convinzione non veritiera che mette a rischio la salute
del nostro amico.
Perché ho parlato sia di cani che di gatti?? Perché purtroppo il virus responsabile della Parvovirosi nel cane è l’unico che può essere patologico anche nel gatto e causare la Panleucopenia, una malattia che purtroppo porta quasi sempre a morte in poche ore i nostri amati felini, motivo per cui anche i gatti che vivono esclusivamente in casa dovrebbero essere sottoposti a vaccinazioni secondo linee guida o a titolazioni per verificare la presenza di immunità anticorpale, appunto.
Sempre a proposito di Parvovirosi, è molto importante ricordare che esistono vari ceppi responsabili della malattia, e che è fondamentale che i nostri amici vengano vaccinati con vaccini contenenti ceppi recenti in modo che l’intervento vaccinale abbia successo e che il cane sia effettivamente in grado di non sopperire ad un’eventuale infezione.
Parlando esclusivamente di cani, è bene ricordare che il virus del Cimurro sebbene ormai non molto diffuso come negli anni ‘80 e ‘90 è sempre in agguato e purtroppo abbiamo continui focolai in cani provenienti dall’est Europa o dal Sud Italia.
Per quanto riguarda la Leptospirosi o ‘malattia dei topi’ invece, non dimentichiamo in primis che si tratta di una zoonosi, ovvero di una malattia grave e potenzialmente mortale trasmissibile all’uomo. Importante è ricordare che non è trasmessa unicamente dai topi ma da tutti i piccoli animali che popolano le nostre
campagne e i nostri giardini, roditori e non, per cui il rischio di infezione in alcune zone è medio alto. Negli ultimi anni alcune aziende hanno messo a disposizione di noi medici veterinari dei vaccini con copertura maggiore rispetto a quelli precedenti, proprio per permetterci di fronteggiare l’evoluzione della malattia e la diffusione di ceppi nuovi a sfavore di quelli ormai estinti grazie alle campagne vaccinali pregresse.
Tornando ai nostri amici gatti è bene sapere che Rinotracheite e Calicivirosi, le malattie per le quali si vaccina unitamente a Panleucopenia, sono patologie respiratorie con risvolti anche a livello oculare che spesso lasciano strascichi importanti che vanno a influire sulla qualità di vita dei nostri animali, a patto che
non subentrino infezioni batteriche a complicare quadri già molto critici.

Se invece il micio ha la fortuna di poter andare a passeggio per boschi e giardini oppure esiste la possibilità che debba recarsi in pensione, è importante pensare anche al vaccino contro la Leucemia felina, patologia virale e insidiosa che purtroppo può dare brutte sorprese come neoplasie o immunodepressione in soggetti che fino a poco tempo prima apparivano in perfetta salute.
….e la Rabbia?? Fortunatamente l’Italia è paese indenne ma il resto dell’Europa no, per cui è importante
vaccinare i soggetti che devono recarsi all’estero anche solo per una breve vacanza o i soggetti che devono partecipare a manifestazioni sportive o di bellezza, soprattutto se di caratura internazionale.
Il vaccino verso la rabbia unitamente al passaporto è d’obbligo per l’espatrio, ma di questo parleremo magari in un altro articolo.
Ricordiamoci che per i nostri animali in caso di infezione sussiste l’obbligo di abbattimento e che la Rabbia causa al mondo ancora moltissimi morti all’anno tra le persone. Per farsi un’idea del reale peso sociale della patologia è possibile dare un’occhiata sul sito dell’organizzazione mondiale della sanità animale www.oie.int dove è possibile avere informazioni in tempo reale in merito ai focolai di malattie infettive pericolose per l’uomo e per gli animali.
Come concludere? Questa è stata una rapida carrellata sulle malattie più diffuse e verso le quali esiste copertura vaccinale, ma esiste un ampio ventaglio di interventi vaccinali effettuabili in base ai rischi epidemiologici di una zona rispetto a un’altra, allo status immunitario del paziente e dei componenti umani
del nucleo familiare oltre allo stile di vita; credo che sia indispensabile ormai effettuare interventi vaccinali mirati seguendo le linee guida internazionali e il buon senso, senza dimenticare che l’unico metodo che abbiamo per evitare la diffusione a tappeto di epidemie mortali o fortemente invalidanti nei nostri amici è quello di mantenere elevata l’immunità di popolazione.

Come sempre … buona lettura!

A cura di Ilaria Ziccardi, medico veterinario comportamentalista, Tel. 011.3742514, San Mauro Torinese.