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QUANDO IN CASA ENTRA UN CUCCIOLO

A cura di Ilaria Ziccardi - Medico veterinario comportamentalista

Con la primavera è arrivato il tempo di nuove nascite e di nuove adozioni, spesso i social e i siti dedicati pullulano di annunci di regalo cuccioli o gattini e, purtroppo ,ciò  a cui spesso assistiamo è l’adozione in età  troppo precoce e inadeguata allo sviluppo psicofisico del cucciolo o del  gattino.

Mentre l’adozione o l’ acquisto di un cucciolo di cane è  regolamentata dal punto di vista normativo e, di conseguenza,  la maggior parte delle persone sanno di dover rispettare la regola dei 60 giorni di età ; per i piccoli felini ciò  non è altrettanto scontato. Ogni anno assistiamo ad adozioni effettuate quando i gattini hanno 40-45 giorni accompagnati dalla frase…tanto mangia e la mamma non lo guarda più.

Ecco, io ogni volta spiego che è vero che magari il gattino ha iniziato a mangiare, che sporca già nella lettiera perché i gatti imparano già molto giovani a sporcare nei posti destinati, che magari  la mamma lo lascia qualche ora in più  da solo o -meglio- con i fratelli perché è  giusto che imparino a stare anche senza mamma ma…non è  corretto adottarli prima dei due mesi di età.

L’adozione precoce purtroppo non permette al nostro piccolo amico di acquisire quelli che si definiscono autocontrolli,  ovvero la capacità di comprendere quando si sta mordendo o graffiando in modo troppo energico. Questo aspetto si ripercuote per tutta la vita del nostro piccolo amico, e soprattutto in caso di gatti che vivono in appartamento come figli unici,  può dare risvolti ampiamente negativi sulla futura convivenza, soprattutto nel caso in cui ci siano anche bimbi piccoli.  È  bene ricordare, infatti, che anche se lo svezzamento dei nostri piccoli amici inizia all’incirca a tre settimane di vita e coincide con l’eruzione dei primi dentini da latte, il contatto e la convivenza con mamma e fratelli sono fondamentali  per imparare la giusta comunicazione intra ed extraspecifica.

Per quanto riguarda la comunicazione extraspecifica,  ovvero con l’uomo e le altre specie diverse da quella di origine , è  fondamentale  altresì che il cucciolo o il gattino abbiano avuto contatti già nelle prime settimane di vita. Una totale assenza di contatto con l’uomo nei primi mesi di vita sfocia spesso in problematiche comportamentali di difficile  gestione in grado di minare il rapporto con la famiglia umana per molto tempo e , a volte , per l’intera vita dell’animale.

Da ricordare anche l’importanza della giusta abituazione agli stimoli esterni, aspetto fondamentale nei cuccioli di cane,  ove spesso assistiamo a fenomeni di deprivazione sensoriale causati da un’insufficiente esposizione agli stimoli e ai rumori che il cane incontrerà durante la sua vita; esposizione che deve avvenire entro i 5 mesi di età .

E con gli orfani?? Come comportarsi?? Purtroppo può  capitare di trovare cagnolini o gattini abbandonati a pochi giorni di età o rimasti orfani nelle primissime fasi di vita. Non è  facile ma possiamo occuparci di loro e aiutarli a conoscere  il mondo, fondamentale sarà da subito l’aiuto di un professionista attento sia alle esigenze fisiologiche che comportamentali,  per dare una chance in più a dei cuccioli sfortunati!

A cura di Ilaria Ziccardi – Medico veterinario comportamentalista – Via Speranza 39 (sotto i portici) – San Mauro Torinese – Tel. 011.3742514