Home CHIVASSO Chivasso: inaugurata la Mostra “Olivetti il coraggio dell’utopia”

Chivasso: inaugurata la Mostra “Olivetti il coraggio dell’utopia”

E’ stata inaugurata venerdì sera, 25 ottobre, a Palazzo Einaudi, la mostra “Adriano Olivetti – Il coraggio dell’Utopia”, un progetto ideato dall’ Uni 3 di Chivasso e dal liceo Newton in collaborazione con l’Università della Terza Età e l’istituto di Istruzione Superiore “Piero Martinetti” di Caluso, le associazioni Archivio Storico Olivetti di Ivrea e Pozzo di Miele Pregnana Milanese in occasione della XVI edizione de “I Luoghi delle Parole”.

L’idea è nata dal desiderio di far conoscere alle nuove generazioni la storia ed i personaggi che hanno fatto la storia Novecento attraverso le testimonianze di chi, quel periodo, l’ha vissuto in prima persona. Dopo le esperienze positive degli anni scorsi che hanno avuto come protagonisti Primo Levi e Cesare Pavese, l’anno 2019 – 2020 è dedicato alla rivisitazione di Adriano Olivetti, famoso per aver portato nel mondo la macchina per scrivere.

I primi a prendere la parola durante la cerimonia inaugurale, Diego Bionda, presidente dell’associazione 900, organizzatrice de “I Luoghi delle Parole”, che ha sottolineato quanto sia importante che “tutti abbiano la possibilità di usufruire delle offerte culturali”, e Giuseppe Busso, presidente dell’ Uni 3 di Chivasso.

“L’idea di studiare il Novecento con gli studenti – ha dichiarato Busso – è nata per far incontrare le persone della terza età che hanno vissuto gli anni migliori del Novecento con chi invece non l’ha visto. Abbiamo scelto Olivetti perchè tanti, nel nostro territorio, sono legati alla sua figura”. Busso ha ricordato inoltre che la mostra è dedicata a Fulvio Petiti, volto storico della sinistra chivassese ed ex dipendente Olivetti, che ha collaborato alla realizzazione della rassegna.

“Siamo orgogliosi di parlare di uno dei più grandi umanisti del XX secolo – è intervenuto il sindaco Claudio Castello -. Il secolo scorso, Chivasso aveva tanto pendolarismo perchè le aziende sul territorio erano poche e piccole. Io, figlio di dipendenti come tanti altri in questa città, abbiamo potuto respirare quello che è stato l’Umanesimo di Adriano Olivetti. Lui sosteneva che per lavorare bene bisognava stare bene perchè quando stanno bene i tuoi dipendenti, i loro figli e le loro mogli sta bene anche l’azienda. E lavorare bene significa anche aumentare la produttività”.

Anche l’assessora all’Istruzione e Cultura Tiziana Siragusa si è soffermata sulla figura dell’imprenditore eporediese. “Adriano Olivetti è stato davvero un mito come persona e imprenditore ed è un mito anche la fabbrica in cui i dipendenti lavoravano in un clima sereno”. “Si tratta di un’operazione culturale importante – ha aggiunto – perchè coinvolge tutto il territorio del chivassese ed una parte del canavese, in particolare Caluso, che tanto ha assorbito da Olivetti, e Ivrea. Ed è importante perchè coinvolge anche due licei secondari superiori, il Newton di Chivasso ed il Martinetti di Caluso”.

A rappresentare il Newton, il preside Doriano Felletti ed il professor Mario Marino.

“Io, Giuseppe Busso e il professor Mario Marino abbiamo raccolto l’idea e ci siamo buttati in questa avventura – ha dichiarato Doriano Felletti -. Mi piace molto l’idea di parlare di Adriano Olivetti, perchè è la narrazione di un territorio. Sono le storie che i nonni, gli zii, i vicini di casa possono raccontare a chi il 1900 non l’ha vissuto, i nostri studenti. Mi piaceva l’idea che frammenti di storia orale potessero scritti da qualche parte”.

Durante la cerimonia sono intervenuti anche Claudio Remogna, studente della 3H del Newton che ha raccontato l’esperienza di studio di Olivetti, Mariuccia Cena, sindaco di Caluso, che sottolineato la sinergia che c’è stata tra tutti gli enti che hanno organizzato la mostra, Renato Lavarini, portavoce del sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli, Katia Milano, dirigente scolastica dell’istituto Martinetti di Caluso, che ha evidenziato l’importanza di eventi di questo tipo per continuare a mantenere vivo il ricordo dell’imprenditore, ed Enrico Bandiera, coordinatore dell’Archivio storico di Ivrea.

A chiudere la cerimonia, prima del taglio del nastro, Laura Curino, autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione, che ha studiato la figura di Camillo e Adriano Olivetti, mettendo in scena due spettacoli teatrali. “Olivetti – ha commentato – mi ha insegnato a cambiare punto di vista. Le cose cambiano il loro significato a seconda di come le guardi. Per due anni, ho cercato informazioni su Olivetti, sono figlia di dipendenti Fiat, credevo che ci fosse qualcosa che non andasse nel sistema olivettiano. Mi sono dovuta ricredere, era tutto perfetto”.

La mostra durerà fino al 24 Novembre 2019 e sarà visitabile da mercoledì a sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, mentre le altre fasi del progetto sono state programmate fino a maggio del 2020.